Cosenza: nasce il comitato locale a sostegno di New Deal 4 Europe

comitato cosenza

Anche Cosenza ha il suo comitato locale di sostegno a New Deal 4 Europe, l’iniziativa dei cittadini europei (ice) che ha per oggetto un piano d’investimenti pubblici per fare uscire l’Europa dalla crisi tramite lo sviluppo della società della conoscenza  e la creazione di nuovi posti di lavoro soprattutto per i giovani.

I promotori sono un gruppo di giovani animati da forte spirito europeista e dalla convinzione che per avere un futuro di pace e progresso sia necessaria la presenza di un’Unione Europea democratica,  che sconfigga il ritorno dei nazionalismi dimostrando di essere capace di creare uno sviluppo sostenibile che contemporaneamente aumenti l’occupazione e tuteli l’ambiente.

 

Moltissime firme sono state raccolte  nella prima uscita pubblica ed altri eventi sono già stati programmati.

Questo avvenimento testimonia l’amore per l’Europa e la voglia di sentirsi cittadini europei presente anche in questo momento storico nelle periferie del continente.

Proponiamo il documento con cui il comitato dichiara le ragioni del suo sostegno all'ice.

Comitato di sostegno ND4E - Cosenza

Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, stante le attuali previsioni economiche, è necessario più di un decennio per riportare il tasso di disoccupazione al livello del 2008. A distanza di più di cinque anni dall’inizio dell’inizio della crisi, si continua ad avere una crescita economica molto debole che impedisce la ripresa occupazionale. In difficoltà sono soprattutto gli stati dell’Europa meridionale, dove l’adozione di politiche di consolidamento fiscale (aumento delle tasse e/o riduzione della spesa pubblica) hanno fiaccato le economie nazionali.

Questione giovanile

Ad essere maggiormente colpiti dalla crisi sono le giovani generazioni che si affacciano sul mercato del lavoro in un momento che si caratterizza per gli esuberi. Nel migliore dei casi i giovani possono accedere alla via crucis della precarietà, fatta di stage, finto lavoro autonomo, contratti a progetto, contratti a tempo determinato e assenze di tutele nel caso di malattia o maternità.

Questione meridionale

Dal punto di vista territoriale, le regioni più colpiti dalla crisi sono quelle meridionali. In un’anticipazione del suo annuale rapporto, la Svimez sottolinea come tra il 2008 e il 2013 il prodotto interno lordo è sceso nel Mezzogiorno di 13 punti percentuali, mentre nel resto d’Italia di circa il 7 e l’8%. Si tratta di una differenza di 5 o 6 % che corrisponde a centinaia di migliaia di posti di lavoro persi da un tessuto economico già profondamente debole, che non ha retto all’urto della crisi e della austerità suicida. Accade così che l’emigrazione torni ai ritmi del secondo dopoguerra.

Questione democratica

Alla crisi economica e all’incapacità della politica di incidere nella vita quotidiana delle persone si accompagna inevitabilmente un’avanzata dei populismi. In tutta Europa le forze della destra estrema hanno visto crescere i propri consensi, con il Front National che recentemente ha conquistato per la prima volta dei seggi nel Senato francese. Si tratta solo dell’ultimo successo in ordine cronologico di quelle forze populiste che propongono di indietreggiare rispetto al percorso di unificazione europea, nell’ottica di un velleitario recupero della sovranità nazionale, come se nel contesto della globalizzazione e dell’affermazione di nuovi competitor nazionali possa bastare tornare agli Stati nazionali per arginare la caduta delle classi medie e rilanciare un orizzonte di emancipazione economico-sociale dei cittadini-lavoratori.

Più Europa – Un New Deal per la nuova Europa

Al contrario le forze della sinistra riformista devono sostenere un accelerazione del percorso di unificazione. Non è ammissibile che in un’Unione permanga la concorrenza fiscale tra i paesi per cui, pur di evitare fughe di capitale all’estero, si diminuisce la tassazione sul capitale e si riducono i servizi sociali. Un’Europa unita deve garantire il coordinamento fiscale e fissare dei livelli di tassazione sul capitale che garantiscano la progressività delle imposte e il finanziamento del welfare.

Un’Europa unita, in una fase di depressione economica come quella attuale, deve mettere da parte la rigida e suicida austerità per avviare un programma straordinario di investimenti pubblici finalizzato alla produzione e al finanziamento di beni pubblici europei (energie rinnovabili, ricerca, innovazione, reti infrastrutturali, agricoltura ecologica, protezione dell’ambiente e del patrimonio culturale ecc.). Gli investimenti vanno finanziati con un incremento coordinato delle tassazione sulle transazioni finanziarie e l’emissione di obbligazioni garantite dall’Unione Europea, ciò costituirebbe un passo decisivo verso l’unificazione democratica dell’Europa.

È questa la grande sfida che l’Europa deve mettere in campo per arginare la disoccupazione, dare un futuro alla nostra generazione e contemporaneamente riacquistare competitività.

La regione che ha costruito il più avanzato modello sociale di eguaglianza, libertà e giustizia, infatti, non può pensare di competere attraverso le produzioni a basso costo e la riduzione dei salari. Occorre puntare sugli investimenti per migliorare la qualità delle produzioni, ma soprattutto la vita dei cittadini.

 

Saverio Sapia

Stefano De Bartolo

Carlo Caligiuri

Francesco Mirabelli

Luigi Carmine Leta

Elena Cassano

Benedetta De Giacomo

Paolo Anselmo

Costantino Guzzardi

Alessia Furgiuele

Alessandro Mazzotta

Barbara Viotti

Debora Pandolfini

Antonino D’Agui

Giuseppe Scicchitano

Gabriella Bastone

Matteo Spagnuolo

Pierluigi Vagliante

Pierluigi Cozza

Maria Rosaria Guzzardi

Chiara Maurini

Niccolò Semprevivo

Renato Garofalo

Carmela Marchese

Andrea Bozzo

Francesca Carusi

Pino Miceli

Carmen Iaria

 

 

Pagina Facebook del comitato:

https://www.facebook.com/NewDealforEuropeCosenza 

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