A Roma con lavoratori, precari e studenti per un New Deal europeo

Roma 25 ottobre Piazza San Giovannidi Giulio Saputo

Sabato 25 ottobre a Roma, in occasione della manifestazione nazionale indetta dalla CGIL (cui hanno partecipato anche numerose altre sigle della società civile, tra cui l’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti medi), il Comitato italiano per l’ICE “New Deal for Europe” ha deciso di scendere in piazza con uno stand per la raccolta firme direttamente nella centralissima Piazza San Giovanni.

La decisione di collocarsi proprio d’innanzi al palco dal quale si sono succedute numerose testimonianze dei lavoratori, il breve concerto dei MCR e l’intervento di Susanna Camusso (già firmataria dell’ICE) ha un suo forte significato simbolico. Se guardiamo alla discussione politica italiana, vediamo che è arenata completamente nel nazionalismo metodologico, per cui è palese che non si riesca a far filtrare e a comprendere all’opinione pubblica che ormai non si può più “fare da soli” senza incorrere in catastrofi economiche e politiche. Occorre “unirsi o perire”, come ricordato dal padre fondatore dell’idea contemporanea di Europa, Altiero Spinelli.

 

Roma 25 ottobre stand MFE-GFEOccorre mettere da parte il timore elettorale ed esser sinceri verso i cittadini, altrimenti la propaganda populista ed euroscettica (ma anche neofascista) avrà una via sempre più facile per insinuarsi tra gli elettori. Occorre capire che è necessario un piano continentale molto più vasto dei 300 miliardi proposti da Juncker per rilanciare lo sviluppo (che poi neanche si sa da dove provengano i miliardi menzionati dal Presidente della Commissione, visto che l’UE non si è dotata di risorse aggiuntive al proprio bilancio o di eurobond).

Solo dopo queste premesse possiamo comprendere davvero a pieno la presa di posizione che ha spinto molti militanti della GFE e del MFE a raccogliere le firme e a ritrovarsi a Roma da tutta Italia: era necessario scendere in piazza per mostrare ai lavoratori che un’altra via è possibile, una via che va ben oltre le contrapposizioni nazionali che dividono un’opinione pubblica tra “Leopolda” e “Piazza San Giovanni”, ma che dà le garanzie di un successo che un qualsiasi piano per lo sviluppo o per la riforma nazionale del lavoro non sono più in grado di fornire.

Giulio Saputo, GfeLo stand dell’ICE e la sua stessa idea dovevano rappresentare il rilancio della speranza di un’Europa che purtroppo manca totalmente nei dibattiti concreti per un futuro dell’economia nazionale. E fortunatamente, per un giorno, è andata proprio così. Quello di sabato è stato uno straordinario successo che, con le parole d’ordine di un “New deal” tra i partecipanti alla manifestazione, ha visto la raccolta di più di 400 firme in una singola mattinata, con numerose occasioni di confronto e dibattito su tematiche altrimenti difficilmente conoscibili dai comuni cittadini. Per cui possiamo ottimisticamente dirci che ancora gli italiani credono fermamente nella possibilità di cambiare l’Europa e che sono disposti ad impegnarsi concretamente per renderla più giusta, democratica e sociale. Lo hanno dimostrato.

Capire, sentire che un’altra strada è possibile rispetto all’austerity o alle “manovre lacrime e sangue” ha regalato una straordinaria spinta ad informarsi a centinaia di persone sul significato di vivere sul continente europeo e soprattutto sulle potenzialità che quest’ultimo potrebbe offrire se effettivamente venisse unito politicamente. Non possiamo più lasciarci sfuggire queste preziose occasioni di confronto con la piazza sulle tematiche europee, questoRiccardo Agostini consigliere regionale del Lazio è il messaggio che dovrebbero comprendere soprattutto coloro che hanno la possibilità di manovrare il dibattito .

Da ricordare è infine l’appoggio fornito dall’attore e regista teatrale Ascanio Celestini, soddisfatto dell’iniziativa fino a diventarne un sostenitore, tanto che c’è la certezza quasi assoluta di vederlo impegnato in prima persona. Ecco dunque cosa ha concretamente rappresentato in questo sabato di ottobre la raccolta firme per l’ICE “New Deal for Europe” alla manifestazione contro la riforma dell’articolo 18: ha cercato di mostrare una terza via per aprire gli occhi ai lavoratori su un’alternativa che è possibile ed è sovranazionale, europea, federalista e che parte dal basso.

 

[Album fotografico della manifestazione del 25 ottobre 2014 e della seconda settimana di mobilitazione europea per il New Deal 4 Europe ] 

 

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